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Roccaforte Mondovì

Linguistico

Sulle tracce del kje tra le borgate di Roccaforte Mondovì


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Descrizione percorso

Nel territorio comunale di Rocafort la parlata delle borgate a Přéa, Barach e Rastél, definita parlò dër kje dal suo tratto più rappresentativo, ossia il pronome soggetto tonico di prima persona singolare kje 'io' (dal latino ECCUM QUID ĔGO), si distingue sensibilmente da quelle orientate verso il monregalese rustico di tutti gli altri nuclei insediativi del comune e ha lasciato tracce significative anche nelle denominazioni di luogo locali.

Se osserviamo l’insieme dei toponimi riconducibili al latino OPĀCUS ‘ombroso, ombreggiato; oscuro, buio’, che identificano luoghi situati a bacìo, noteremo che l'Ubé e u Lubé mostrano un tratto fonetico tipico del kje, ossia il passaggio del suono latino P a b, a differenza dell’esito v della serie l'Üvai, l'Üvai 'd Furtéřa, l'Üvai 'd Munsan, l'Üvai 'd řa Cařá, l'Üvai 'd Val Girònima, l'Üvai di Sèri, l'Üvai di Sicard, l'Üvai dül Matote, l'Üvai dül Raché, l'Üvai Lungh. La medesima alternanza di suoni contrappone Ribas a Rivas (dal latino RĪPAM 'balza, luogo scosceso; sponda del fiume'), Lub (dal latino LŬPUM 'lupo') e Pian du Lub a Brich Luvéřa, nonché la nutrita serie di denominazioni contenenti l’aggettivo subřan ‘che sta sopra’ (Bařmas Subřan, Biule Subřane, Burél Subřan, Curt Subřane, Fřais Subřan, Fré Subřan, Marzuléře Subřane, Rifřèid Subřan l'Üsuart SubřanBlin Subřan, Cucù Subřan, Gias Subřan da Ciapa, Gias Subřan düř Pis, Gias Subřan düř Puntèt) a quelle costituite dal corrispettivo suvřan (Brich di Galin Suvřan, i Galin Suvřan, i Gavot Suvřan, i Pian Suvřan, i Puns SuvřanMarlé Suvřan, Mořà Suvřan, Pra Suvřan, Richèřm Suvřan Richèřm Suvřan), che continua, come il precedente, il latino volgare *superānu(m) ‘superiore’.

Nei toponimi i Ciamp, i Ciamp 'd Rastél, i Ciamp da Scapit(t)a dül Fra, e u Ciampas, contraddistinti da forme che provengono dal latino CAMPUM 'campo', possiamo riscontrare un altro tratto fonetico tipico del kje, vale a dire la palatalizzazione del suono originario C- seguito da A, che risulta invece assente nei nomi Camp d'Aviun-na, Camp dül Fréře e Camp Lungh i quali riflettono l’esito tipico delle parlate monregalesi nonché del torinese. Il medesimo fenomeno interessa anche la consonante G- seguita da A, come mostrano gli esiti del latino GALLUM 'gallo' nel toponimo Roca düř Gial, situato nell’area del kje, a cui si contrappone Roca düř Gal riscontrato nei pressi della sorgente del torrente Lüřizia. Le denominazioni Cianapé 'd Rastél e Cianapé 'd Savina, il cui primo elemento continua il latino CANAPAM 'canapa' + suffisso -ARIUM, mostrano entrambe le peculiarità fonetiche illustrate e per questo si distinguono da Canavè, che infatti designa un luogo situato nei pressi del territorio comunale di Chiusa Pesio, lungo la via provinciale che collega l'abitato di questo comune a quello di Roccaforte Mondovì.

Se poi confrontiamo tra di loro i toponimi che designano alcune delle chiese che insistono sul territorio comunale, noteremo che la chiesa parrocchiale di Préa è chiamata a Ghéza, con una pronuncia che riflette un altro tratto fonetico peculiare del kje, ossia la conservazione della consonante velare iniziale dell’originario nesso CL- (dal latino cristiano *eclēsia(m) ‘chiesa, assemblea di fedeli’), seppure nella sua articolazione sonora g-. Invece nelle denominazioni dei due edifici religiosi dedicati a san Maurizio, ossia la chiesa pasrrocchiale ubicata nel centro abitato di Rocafort, a Gézia 'd San Murisiu, e la pieve situata ai piedi dell'altura di Imperial, a Gézia 'd San Murisiu, nonché di quella consacrata a San Luca, a Gézia 'd San Lüch, situata nella frazione Lüřizia, troviamo l’esito palatalizzato.

Infine nel toponimo Rocafuart, variante di Rocafort che compare anche in Blin ʼd Rocafuart, altra denominazione di Blin Sutan, possiamo riscontrare il dittongo ua che nel kje costituisce l’esito fonetico della vocale latina Ŏ accentata e seguita da R/L + consonante occlusiva, come nell’aggettivo FŎRTEM ‘forte’ che è alla base dei nomi indicati.

Lo sguardo d’insieme delle denominazioni di luogo individuate mostra con chiarezza che i documenti toponimici che conservano tratti fonetici tipici della parlata del kje, segnalati in giallo, occupano una porzione omogenea del territorio che si snoda lungo il torrente Ellero a partire dalle pertinenze delle borgate Prea, Baracco e Rastello e si spinge fino agli alpeggi e ai pascoli situati sui versanti più meridionali della valle omonima.


Bibliografia
  • ATLANTE TOPONOMASTICO DEL PIEMONTE MONTANO, Roccaforte Mondovì, Torino, Istituto dell'Atlante Linguistico Italiano, 2011.
  • L. Barbero Ruffino, La parlata del Kyé. Note grammaticali e culturali, Fontane di Frabosa Soprana (CN), Associazione Culturale "E Kyé", 2004.
  • E. Miola, Il sistema dell'articolo determinativo nella varietà di Prea di Roccaforte Mondovì, in "Bollettino dell'Atlante Linguistico Italiano", III serie, n. 32, 2008, pp. 103-115.
  • E. Miola, Innovazione e conservazione in un dialetto di crocevia. Il kje di Prea, Milano, FrancoAngeli, 2013.