Percorsi


Sampeyre

Escursionistico

Mounto e calo, Roure e i sie piloun.

Alla scoperta di piloni e cappelle del versante solatio di Rore (Sampeyre)


Mappa interattiva
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Istruzioni percorso
  • Difficoltà: E (Escursionisti)
  • Località di partenza e di arrivo: Rore di Sampeyre, Chiesa parrocchiale
  • Quota di partenza: 883 m
  • Quota massima: 1420 m
  • Dislivello: + 700 m
  • Lunghezza percorso: 13 km + 2 km per le deviazioni
  • Tempi di percorrenza: 7 h (comprese soste intermedie)
  • Periodo consigliato: tutto l'anno; d'inverno percorribile con le ciaspole
  • Strutture di ristorazione e pernottamento: Albergo Amici (Rore, aperto tutto l'anno); Rifugio Meira Paola (borgata Meiro Paoulo; aperto d'estate e nelle altre stagioni nei weekend), Agriturismo Ciambun (località Ciambun, aperto tutto l'anno)

 

Allegati

Descrizione percorso

Passeggiando nel territorio di Roure (Rore, frazione di Sampeyre, CN) è frequente imbattersi in piloni votivi e dipinti murali di carattere sacro: sono il frutto di un culto popolare tramandato nei secoli e testimoniano la fede, semplice e allo stesso tempo tenace, di un individuo o di un'intera famiglia. I piloni votivi, infatti, sono per lo più di proprietà privata, fatti erigere e affrescati per ottenere aiuto nelle difficoltà quotidiane, per adempiere un voto o in segno di ringranziamento per uno scampato pericolo o, ancora, in perpetuo ricordo di un avvenimento. I dipinti propongono soggetti religiosi assai ripetitivi: la Crocifissione, la Deposizione dalla Croce, la Sacra Famiglia, la Madonna in trono, la Madonna col Bambino e così via. I santi raffigurati appartengono alla tradizione religiosa locale oppure diventano i protettori dei componenti della famiglia che ne portano il nome. È interessante notare l'intensa attività di pittori itineranti ai quali, in transito nella borgata o impegnati in paesi limitrofi, vengono commissionati gli affreschi: non è dato sapere se tali pittori avessero libertà di scelta dei soggetti e delle scene da dipingere. In alcuni casi siamo di fronte a uno stile personalissimo e a notevoli capacità tecniche.

Si propone quindi un itinerario che, partendo dalla chiesa parrocchiale di San Nicolao, percorre una parte dell'adréch, il versante a solatìo, lungo gli antichi sentieri e le mulattiere, un tempo unico collegamento tra le borgate. Attraversando boschi, che una volta erano campi coltivati a segale, grano e patate o prati per il pascolo e la fienagione, incontrando borgate, notevoli per dimensioni e caratteristiche architettoniche, si possono ripensare i lavori, le fatiche, le voci, i giochi dei bambini, la quotidianità delle famiglie che abitavano questi luoghi fino alla metà del Novecento.

Da la Guiéizo de San Micoulà, lasciando sulla destra il bel portale che reca incisa la data «1472», si raggiunge lou Piloun di Valo. Di qui seguendo le indicazioni per Toumpi la Piso si percorre il viottolo che tra orti, a sinistra, e edifici, a destra, transita davanti a lou Counvént e a lou Voout di Buzìe. Al primo incrocio si svolta a sinistra su una strada con battuto in cemento che, in salita, attraversa il nucleo di Rancurél. Qui si possono osservare due espressioni artistiche assai diverse fra loro: un vivace murale che raffigura i Sarvanot - fra non molto il percorso entrerà nel loro habitat! - , opera di Marco Bailone e un affresco datato 1781 che ritrae la Madonna tra i santi. Percorrendo la strada carrabile sterrata che si inoltra nel bosco, si affianca il tratto scoperto di lou Canal (con cartellone informativo) e si attraversa per due volte il rio Chantorane arrivando a i Gèrp (con area picnic). La strada si trasforma in un sentiero con tratti in leggera salita dove, tra il fogliame e le balme di lou Gat 'd la Vourp, si possono incontrare i Sarvanot, i personaggi della mitologia popolare, abitanti di questi boschi. Quando si arriva in vista di Toumpi la Piso si può attraversare il ponte e compiere una piccola deviazione fino alla cascata per godere la frescura soprattutto in estate. Il sentiero da seguire, però, svolta a destra, sale con larghi tornanti e si arrampica sulle rocce in un tratto attrezzato con corde di acciaio. È lou Grapoun, il punto più impegnativo dell’itinerario, ma presto si raggiunge nuovamente il bosco e, seguendo l’indicazione per Dragoniere, si giunge al cartello informativo collocato a i Tampe. Il panorama si amplia e per il facile viottolo si sale a lou Piloun 'd la Gardétto.

Il sentiero si biforca: a sinistra in dieci minuti si raggiunge Dragoniere, ma il percorso proposto prosegue a destra (indicazione per Meira Paola), scendendo e poi risalendo fino a Valoun Roustanh, una grande borgata ora in abbandono. Si attraversa la borgata in cui si può ammirare un dipinto a carattere religioso del pittore Gauteri (1874). A circa 400 metri a destra della borgata si trova lou Piloun 'd la Rouchaio che merita la fatica della deviazione. Uscendo poi dalla borgata, si imbocca la strada asfaltata. Sulla sinistra vi è lou Piloun Valoun Roustanh e si intravede la grande cappella isolata di Sant Estéve. Proseguendo in falsopiano, si costeggia la borgata di Valoun Richard, lou Piloun dal Bial e, dopo aver oltrepassato il bivio che scende a Roure, sempre su strada asfaltata, si può osservare sulla sinistra lou Piloun Jouan Bérjo e più avanti sulla destra la borgata lou Sabioun. Dopo pochi metri, un bivio a destra indica un comodo sentiero che scende leggermente verso i Princhol; si attraversa il ruscello e, addentrandosi nella vasta area de lou Fèil, magnifico bosco di faggi e betulle, si arriva, dopo una piacevole salita, alla borgata Mèiro Paoulo. Qui, a metà dell'itinerario, ci si può concedere una sosta anche gastronomica nell’accogliente rifugio di Mèiro Paoulo

Riprendendo il cammino, si segue l’indicazione per il passo Malaura e il monte Ricordone; con una ripida ma corta salita si arriva a lou Sarét, incrocio con la strada carrabile che, attraversando la Crésto dal Fèil (quota massima raggiunta, circa 1400 metri), porta al Coulét. Di fronte si può vedere la Costo 'd l'Aze che prosegue verso il colle di Malaura. Percorrendo la strada sterrata verso destra si raggiungono le baite di lou Coulét d'Isai, poste su una panoramica balconata sulla vallata. Una fresca fontana invita a una breve sosta. In fondo al pendio c’è lou Piloun dal Coulét, lo si costeggia e si inizia la discesa su sentiero seguendo l’indicazione per il Pui. Dopo circa un chilometro, si incontra lou Piloun dal Pouzoou e, poco dopo la Vio fai en bés per Mèiro Paoulo, si percorre verso destra una breve salita fino a lou Pilounét. Dal pilone si scende verso destra alla borgata abbandonata di Mèiro Grio da cui, attraverso un comodo sentiero, si raggiunge in piano Rocho Aouto, che si affaccia su Roure. Attraversando gli ampi prati a monte di lou Pui d'Amoun, si arriva al sentiero che porta alla borgata, sbucando a fianco della cappella di San Bernard. Seguendo le indicazioni per Miretta e Rore, si scende attraverso il bosco di Vampiouzo fino a lou Bial 'd Roure. Si attraversa il rio su un ponte di legno e si percorre pochi metri di strada asfaltata. Sulla destra ci si avvia sul sentiero che costeggia i Pra dal Pui e sale a lou ChastèlA sinistra della strada e al di là del torrente sorgeva la grande borgata dei Prèit, abbandonata dopo una violenta alluvione che aveva devastato irrimediabilmente i fertili campi circostanti. In inverno salendo lungo il sentiero sono visibili i pochi ruderi rimasti.

Arrivati a lou Chastèl, sul pianoro a destra si trovano lou Piloun dal Chastèl e un tavolo pic-nic; di fronte (con una piccola deviazione) si sale al pianoro di la Scazasso, con i ruderi di un'antica presunta fortificazione. A sinistra si scende fino lou Soulestréi, con l'installazione della panchina gigante e dell'albero della vita, dove ci si può concedere una sosta per ammirare il bel panorama sulla borgata. Si scende sempre mantenendo la strada carrabile sulla sinistra, si attraversa la pineta di la Descharjo e si costeggia lou Canal. Pochi metri in basso sorge la piccola costruzione di lou Moulinét, ma oltrepassando l'arcata del Canal su strada asfaltata, al bivio si svolta a destra verso il Pui (a sinistra si può osservare lou Piloun de l'Abiouroou). Dopo una breve salita si imbocca la strada sterrata a fianco di una stalla; a destra sorge lou Piloun de Santo Tarnità e di fronte, su un’altura, la grande cappella di Santo Tarnità.

Si scende verso l’abitato di Roure e, tenendo la sinistra, si imbocca il viottolo erboso che conduce a la Court d'Amoun (dove si possono ammirare due affreschi a carattere religioso) e a lou Sarét. Arrivati sulla strada centrale della borgata, si può compiere una breve deviazione a sinistra fino a lou Counvént (oggi Centro di Documentazione e di Musica tradizionale), mentre, andando a destra, si incontra lou Piloun d'Andreot e la grande costruzione de l’l'Oste Viéi. Attraversato il ponte di fronte all’Albergo Amici, si prosegue a sinistra e prima di terminare il percorso alla Guiéizo de San Micoulà, si può osservare, sopra il livello della strada, lou Piloun di Banchét.

 

testo a cura dell'Associazione culturale Lu Rure


 


Bibliografia
  • A. DE ANGELIS, Rore, paese della Val Varaita, Rore, Lu Viol, 1983.
  • ASSOCIAZIONE CULTURALE "LU RURE", Na vinco a Rure, Un giro per Rore, Fusta editore.
  • ASSOCIAZIONE CULTURALE "LU RURE", I Sarvanot dal Toumpi, Cuneo, Primalpe, 2004.
  • Valle Varaita Trekking, Cuneo, 2012.
  • Trekviso - Terre del Monviso 2.
  • www.piemonteoutdoor.it